di Mario Cardinali
Tutti zitti e buci. E a chi apre bocca romperemo i denti, così impara a contestare chi governa.
Satira? Per la bocca magari sì, stante il diametro dei manganelli, più pensati semmai per l’uso in altri orifizi o troncati su braccia gambe e teste, se ripensiamo per esempio al massacro di dimostranti al G8 di Genova e a tante altre bastonature a sangue poliziesche in contestazioni di piazza, cortei studenteschi compresi.
Già, gli studenti. Tantissimi minorenni sotto i diciott’anni, spesso, finora coperti dalla presunzione d’incapacità d’intendere e di volere prevista dal codice penale se beccati a fracassar qualcosa nel loro protestare, com’è frequentemente tipico in certe manifestazioni giovanili.
Ma anch’essi – e come loro tutti i minorenni dai 14 ai 17 anni – dichiarati ora pienamente responsabili delle loro azioni, e conseguentemente subito punibili in caso di reato, dal disegno di legge ultimamente varato dal Consiglio dei ministri, che rovesciando l’onere della prova dal giudice all’imputato si aggiunge innovatore ai sette precedenti “decreti sicurezza” (decreto Caivano compreso) approvati a ruota uno dopo l’altro dal governo Meloni in un’incalzante marcia verso l’eliminazione del diritto alla manifestazione del dissenso.
Ché questa pare proprio essere la direzione decisa dall’esecutivo, verso quel “tutti zitti e buci” che non solo risponde in pieno alla natura autoritaria del cosiddetto postfascismo meloniano, ma entra anche in gara con l’estremismo vannacciano per fascisticamente riformare la natura democratica della Costituzione italiana, ovvero per abolire definitivamente la democrazia.
O pensavate che per certa gente l’assalto alla diligenza fosse solo la solita corsa alle poltrone, magari sempre più imbottite?
Ne discuta dunque un po’, anche il famoso “campo largo”, nel suo appassionato disquisire di seggi e seggiolini, di maggioranze e preferenze.
Ché l’infaticabile sproloquio di sussistenza social-politico-esistenziale dei vertici non basta ancora a far sentire al popolo – ve lo ricordate? – la vicinanza con i bisogni reali della base, sempre più immersa com’è nel democratico blablà della quotidianità.
Con calma, però. Tanto, come ricordava Tito Livio, dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur.




