di Mario Cardinali
La telefanata n’è arrivata a Mattarella ner mentre cercava di ripiglià sonno dopo la pisciatina delle due di notte, prostata permettendo.
– Presidente – n’ha fatto tutta allarmata la voce der segretario alle Segnalazioni Urgenti – qui ci s’ha i coglioni alla gola!
– Dé, ‘ngoiate piano! – s’è un po’ arterato lui, che lipperlì un capiva.
Ma poi ha capito, un dubità! Milioni e milioni di foto su Uozzàppe, su Feisbùcche, su Gugo e su tutti vell’artri sistemi di scambiassi i soliti accidenti e maledizioni, li stessivaffanculo e i rituali tivenisseuncanchero, eppoi tutti ve’ discorsi fino allo sfinimento su Lavitola e Ranucci, su Vannucci e Dermastro, sulla famiglia ner bosco e su ‘ poveri ’n culo, che dice magari lì però ci stanno belli cardi e pigiati ammodo da tanti ce n’è come ’n galera ’ndove dice ora per entracci ci vole l’ochèi de’ Fratelli d’Italia colle su’ sorelle zittezzitte all’acquaio, tanto ci penza la Meloni a chiaccherà per tutte ma lei però un dà mai nemmeno ‘r cencio ’n terra.
E dappertutto cittadini colle palle rotte ’n mano da tutto ver parlà e riparlà sempre delle stesse ‘ose ner mentre tutto resta uguale come prima e anche parecchio peggio e nessuno fa nulla per cambià sur serio, i ricchi restan ricchi e quell’artri tutti «in cammino verso l’elezioni colle palle ’n mano» diceva ‘na didascalia, scritta colla destra da Sarvini con Taiani che guardava le mosche per aria e la Meloni tutta presa nelle preferenze e ne’ pantaloni onni giorno novi ner mentre a sinistra era tutto un letià sulle primarie, su’ gazzebi, su’ poveracci poverini e su’ poverini poveracci, che menomale loro fra poìno magari la macchina ‘un se la potranno più permette’ colla benzina a que’ popò di prezzi e vedrai ci sarà un fottìo di smogghe ’n meno, com’ha rionosciuto alla fine anche Mattarella ritornato finarmente a letto (…).
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