16.1 C
Livorno
Home Articoli MA LA GIUSTIZIA È ANCHE UN’ALTRA COSA

Senza peli sulla lingua

MA LA GIUSTIZIA
È ANCHE UN’ALTRA COSA

di Mario Cardinali

Una parolona, la giustizia. Che se te intendi i processi con tutti i loro interminabili anda e rianda e gli angoscianti tempi biblici, allora parli dell’apparato giudiziario, riti e codici compresi.

  Ma giustizia vuol dire anche giustizia sociale, tutto l’apparato cioè dei principi fondamentali della Costituzione, i diritti che essa emana, sollecita e promuove. O dovrebbe promuovere, oltre i semplici intenti.

  E si tratta di diritti come quello al lavoro, l’uguaglianza davanti alla legge “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” e quant’altro insomma definisce I parametri d’una società civile, la sua giustizia sociale. Che precede e inquadra la giustizia dei codici e dei processi, che ne guida il senso e l’applicazione. Che definisce cos’è teoria e pratica della civiltà.

  E te oggi piglia uno fra gli oltre cinque milioni di cosiddetti “poveri assoluti”, quelli dei quali s’usa dire che non sanno come mettere insieme il pranzo con la cena e spesso vanno a letto  digiuni addirittura; o prendi uno dei milioni di disoccupati, i famosi ”inoperosi” licenziati magari all’improvviso, una sbrigativa email all’uso americano, il lavoratore merce come un’altra, un insignificante numero fra i tanti e se non servi più sei fuori dal mercato, vero contesto sociale del capitalismo sfrenato e del suo consumismo pratica e dottrina, chi c’è c’è e chi non c’è s’arrangi; o anche piglia uno  dell’infinito popolo dei senza casa, magari sfrattato perché se dà da mangiare alla famiglia  non ce la fa a pagare l’affitto e le bollette; o prendi infine qualcuno dell’infinita schiera d’utenti del servizio sanitario nazionale in attesa da mesi ed anni d’esser visitati in pubblici ospedali (…)

Continua la lettura sul Vernacoliere di Aprile 2026 in edicola

oppure abbonati su shop.vernacoliere.com

I più letti

Barzellette scritte e disegnate

Un maresciallo de’ ’arabinieri è a r compiùte a scrive’ ‘na mèil. «Al Comando dell’Unità Cinofila Carabinieri, Roma. Si prega di mandare a questa stazione...

Falso invalido

Trombava coll’uccello moscio

Dopo 'r ceo che vedeva la Madonna, dopo 'r sordo che sonava a orecchio, dopo 'r monco che si faceva le seghe con du'...

LA LOCANDINA DI MAGGIO 2016

La nuova locandina del Vernacoliere di Maggio 2016

La nuova App del Troio

di Andrea Camerini
Articoli correlati

Una voce ’mprovvisa

È MORTO TRAMPE! Se more anche NETANIÀU s’incomincia a ragionà!

Urtimora:
PUTIN s’è toccato le palle!

REFERENDUM
UNA SEGA!

CIANNO PRESO TUTTI PER IR CULO!

O SÌ O NO,
la GIUSTIZIA
è sempre quella de’ padroni!

MIRÀOLO A GAZA

BIMBO RIESCE A CREPÀ PER CONTO SUO!

Ha scerto le BOMBE
’nvece della FAME!

Senza peli sulla lingua

MA LA GIUSTIZIA È ANCHE UN’ALTRA COSA

SICUREZZA PREVENTIVA

BIMBINI ANARCHICI MANGANELLATI IN SALA PARTO!

Così ’mparano subito
a sta’ boni e zitti!