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L'editoriale - Senza peli sulla lingua

UN LICEO DA ZITTIRE

di Mario Cardinali

Non arriveranno magari a rimetterceli in camicia nera gl’insegnanti nelle scuole, ma certo i nuovi padroni si danno ben da fare per reclamare come ce li voglion loro in cattedra i professori, a riscrivere la storia come già questa destra estrema di governo cerca di riscriverla in ogni luogo del potere, ministeri e regioni e comuni e radio e televisione e teatri e musei e in ogni altro posto di comando occupato e ancora da occupar dovunque.

  Comprese ovviamente anche le scuole, il cui ministro sta intanto tornando a quando c’erano i grembiulini in classe e il maestro ti batteva il righello sulle dita. Alle elementari. Più su chissà, magari i ragazzi apriranno libri d’una storia infine riveduta e corretta, sapranno anche delle “cose buone” fatte da Mussolini, impareranno che i partigiani eran dei banditi come li descrivevano i tedeschi sui cartelli che gli appendevano sul petto anche da impiccati, apprenderanno che la repubblica di Salò è stato il primo sfortunato esempio d’una repubblica in Italia, reciteranno a memoria Dio Patria e Famiglia e chi per la patria muor vissuto è assai.

  Ché son le scuole i luoghi del sapere, e ai ragazzi va insegnato che il sapere vero è quello del governo d’ora benedetto anche dal Signore, e resti fuori dalle aule chi vorrebbe addirittura parlare del suo sapere diverso, contrario quindi alla normalità come la rivendica anche Vannacci contro i gay, le femministe  e la gente di colore in un’orgia d’omofobia e razzismo con diritto all’odio incluso, lui sì persona perbene da portare a civile esempio, magari anche nelle scuole.

  Già, le scuole. Luoghi infidi finora, dove ultimamente s’è intrufolato addirittura  lo skipper Tommaso Stella, uno che – come hanno protestato indignati alcuni esponenti dei Fratelli d’Italia e della Lega parlando di “un’iniziativa di parte” del liceo scientifico Enriques di Livorno e chiedendo l’intervento del ministro dell’istruzione – “ha violato il blocco navale quando era comandante d’una nave delle Organizzazioni non governative”, e tuttavia è stato invitato dagli insegnanti di quel liceo a parlare, come gl’insegnanti stessi hanno dichiarato, delle “violazioni dei diritti umani dei migranti nel quadro di un progetto di educazione civica in cui riflettere sulle radici antifasciste della Repubblica italiana e sui principi fondamentali della nostra Costituzione”, affrontando con vari esperti alcuni temi storici come il razzismo fascista e la Shoah, la Resistenza e la nascita della Costituzione, la storia dell’Italia repubblicana o questioni di attualità come le violenze sulla donne, le guerre del nostro tempo, i diritti umani dei migranti violati.

  E magari, scandalo fra gli scandali, questi provocatori ci aggiungeranno anche il diritto ad abortire senza le minacce dei Pro Vita riattivati dal governo, il diritto a un fine vita senza inumane sofferenze e chissà quante altre scandalose pretese di chi ancora si permette un pensiero diverso da come invece dev’essere secondo Fratelli d’Italia e Sorelle pure, con leghisti e vannacciani accusatori anch’essi, tutta brava gente che ora il bastone in mano ce l’hanno loro e chi non è d’accordo se n’accorge.

  E sia ben chiaro, mica son fascisti, tutti costoro! Tutt’al più puoi dirgli meloniani, salviniani e ora pure vannacciani, a rimettere in gioco anche il ruolo fondamentale delle forze armate, con un generale dei parà che le sue sane idee le ha certo trasmesse – magari solo parlandone fra un lancio e l’altro – ai  virili soldati d’un’aria finalmente cambiata!

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