17.9 C
Livorno
Home Articoli PER CARITÀ DI DIO E DI GOVERNO

L'editoriale - Senza peli sulla lingua

PER CARITÀ DI DIO
E DI GOVERNO

di Mario Cardinali

Sei milioni di poveri assoluti, otto milioni in povertà relativa, di cui più di tre milioni sono poveri anche se lavorano; e poi la precarietà dilagante, una disoccupazione spaventosa, un’inflazione sempre più selvaggiamente crescente, con la più incontrollata speculazione sui prezzi divenuta ormai di sistema.

  E per rimedio, la carità. Carità come filosofia di governo e come pratica religiosa. Non per niente si chiama Caritas l’unico ente – appunto religioso –  ancora operativo nel soccorso alla povertà su scala nazionale. Ed è alla Caritas religiosamente e meritevolmente pietosa che sempre più persone senza più lavoro o senza più speranza di trovarlo, compresi talvolta imprenditori in rovina, si rivolgono per un piatto di minestra, e sono a volte anche famiglie intere.

  E carità anche di governo, per quei poveracci. Di questo governo di fiera destra che ha abolito il reddito di cittadinanza – che carità non era ma strutturale sostegno pubblico all’indigenza dei cittadini – con  un unico stanziamento di 503 milioni per famiglie bisognose, pari a 382,50 euro a famiglia, disponibili con una carta prepagata una tantum , ovvero pigliali a volo questa volta perché poi non ce n’è più.

  “Dedicata a te”, l’hanno magnanimemente chiamata quella carta, dimenticandosi di specificare “per te morto di fame”.

  Ché è ormai la fame il discrimine fra cittadini normali – e meglio se anche patrioti – e cittadini con le pezze al culo, in questi tempi d’un neoliberismo sempre più spietato a far da base strutturale d’un’economia di mercato e di finanza di cui il capitalismo statunitense è classica guida.

  Con la fame degli altri delegata alla pietà religiosa, non sia mai che un salario minimo imposto per “sovietica” legge venga a minacciare (…)

Continua la lettura sul Vernacoliere in edicola

oppure abbonati su shop.vernacoliere.com

I più letti

Barzellette scritte e disegnate

Un maresciallo de’ ’arabinieri è a r compiùte a scrive’ ‘na mèil. «Al Comando dell’Unità Cinofila Carabinieri, Roma. Si prega di mandare a questa stazione...

Falso invalido

Trombava coll’uccello moscio

Dopo 'r ceo che vedeva la Madonna, dopo 'r sordo che sonava a orecchio, dopo 'r monco che si faceva le seghe con du'...

LA LOCANDINA DI MAGGIO 2016

La nuova locandina del Vernacoliere di Maggio 2016

La nuova App del Troio

di Andrea Camerini
Articoli correlati

L’Associazione ”Boia in che stato!” comunica:

Coraggio, italiani! LA MELONI È UN INCUBO SORTANTO!

Poi ci sveglieremo
e ar su’ posto ci sarà
VANNACCI!
Ma allora è MERDA perdavvero!

Basta co’ soliti papponi!

Apriamo la CORRUZZIONE ar popolo!

OPERAIO,
CIAI LE TOPPE AR CULO?
VIENI ’N POLÌTIA!
È tutto un artro mondo!

ONU:

RIONOSCIUTA LA PALESTINA!

“Sì sì, è propio lei!”
Ma ’n quelle ‘ondizzioni
c’è voluto ’r DNA!

L'editoriale - Senza peli sulla lingua

A PERPETUAZIONE DEL SISTEMA

CORRUZIONE POLITICA

IL PD FA PULIZIA!

I candidati e le candidate all’elezioni
si dovranno lavà bene i piedi
e ’r buoderculo!
PER TOPE E UCCELLI
onniuno penzerà a’ cazzi sua!
La SHLÀIN: E CONTE stia zitto
perché ni puzza ’r fiato!