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CORSO DI PISANO 1 Come imparare il pisano di volata, tradotto anche in italiano e in vernacolo livornese

AR RISTORANTE

* Camberieri, ti movi?! Mi rugliano le budella!

Cameriere, sia sollecito, il forte appetito mi fa gorgogliare l’intestino/ Ho un sonoro languore nello stomaco/ Giovane, s’un si move addento ‘r tavolino! (liv.).

*Agganghisco dalla sete!

Ho molta sete/ Sono arso dalla sete/ Ciò la lingua mi ribolle (liv.).

* Questa ‘nzuppa fa gomità!

Questa zuppa mi povoca una sensazione di disgusto/ mi causa il vomito/ fa onco a’ bai (liv).

* Er vino è annacquerito!

Il vino è allungato con acqua/ non è d’origine controllata/ l’avete fatto colle prese (liv).

* Bistecca?! Ma questo è un cinciagnolo!

Avevo chiesto una bistecca, non un brutto pezzetto di carne/ Questa carne è poca e di cattivo aspetto/ ‘Ndove l’avete presa vesta ciccia, ‘n Somalia?! (liv.)

* Le porpette sono diacce marmate!

Le polpette sono fredde come il marmo/ Le polpette sono molto ghiacce/ Ma questevì sono purpette di morto!  (liv.).

* Che pollo rachìtïo!

Questo pollo ha grossi disturbi dell’ossificazione/ soffre di rachitismo/ ha patito da piccino (liv.).

* O coso, l’ansalata è senz’oglio!

Garsòn, mi porti l’olio per l’insalata/ l’insalata ha poco olio/ Saòsa, ce l’hai belleffatti li scivoloni su quest’inzalata! (liv.).

* E questovì sarebbe un cunigliolo ‘n umido?! Sapete ‘na sega voi ‘ome si fa!

Questo coniglio in salsa non è certamente cucinato secondo i crismi della tipica cucina pisana/ non è esattamente come lo fanno a Pisa/ è propio roba da pisani! (liv.).

* Voglio un popò di salame, ma però poinino insennonò poi mi viene ‘r bruciaùlo!

Vorrei alcune fettine di salame, ma proprio poche altrimenti potrei    averne un fastidioso senso di bruciore alla parte terminale   dell’intestino/ mi potrebbero infiammare l’orifizio anale/ ‘r culo mi doventa un lanciafiamme (liv.).

* Er dorce pare mota, m’ha broccato ‘r tubo dirigente!

Questo dolce è troppo denso, me lo sento sullo stomaco/ mi blocca la digestione/ è più peso della merda (liv.).

* La frutta è tutta mantrugiata!

Questi frutti sono già stati abbondantemente toccati/ li hanno tutti palpati per saggiarne la maturazione/ La gente i diti se li dovrebbe stioccà ‘n culo! (liv.).

* Che torbone, vesto ‘affè!

Che caffè lungo/ è parecchio alto/ pare sciacquatura (liv.).

* Troppo bombo, le gambe mi fanno diego!

Ho bevuto troppo, le gambe non mi reggono/ Sono alticcio e malfermo / Ho puppato steccolo! Se m’arzo vo di patta! (liv.).

* Mi sono levato le grinze dallo stómbao!

Ho lo stomaco pieno/ Ho mangiato a crepapelle/ Se vomito ‘n bocca a uno sta bene ‘nfin’a Ceppo  (liv.).

* Indov’è ‘r lìcite? Devo ‘ndà a fa’ un servizio sennò scoppio!

Dov’è il gabinetto? Ho un bisogno urgente/ La toilette, per favore; devo andare di corsa a liberare l’intestino/ E’ libero ‘r camerino? Sennò vi cao ‘n terra! (liv.)

* Quanto tira ‘r conto?

Il conto, per favore/ Quanto spendo?/ Cameriere, o quanto scrive?! Ho chiesto ‘r conto, mia la Divina ‘Ommedia! (liv.).

* Iolaio, che pisola!

Mioddio, che cifra!/ Perbacco, come siete cari!/ Popò di ladri! (con l’eventuale aggiunta: Speriamo ve li mangiate di semolino! ) (liv.).

* Ci son bell’e ritornato ‘n questo puciaio!

Non tornerò mai più in questo luogo pieno di  pulci/ Non mi rivedrete più, siete poco puliti/ Ma qui dentro ‘r sudicio lo date a un tanto ‘r chilo o è omaggio della ditta?! ( liv.).

* Mi chiami ‘r capo der baccellaio!

Faccia venire il direttore/ Voglio parlare col proprietario/ Ni deve diar su’ padrone d’andà ‘n culo lui e tutta la su’ razza!  (liv.).

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