Patrizio Agostini 

    Patrizio Agostini vive sereno per nove mesi poi nasce a Lucca il 25 maggio del 1999. 

    Il passaggio dalla Lira all’Euro è per lui un problema pressoché irrilevante visto che al momento della transizione non è in grado di fare i conti (cosa che comunque non ha ancora superato). Il giorno dell’abbattimento delle Torri Gemelle ha due anni e un alibi di ferro. 

    Si diploma presso il Liceo Artistico di Lucca e si trasferisce a Bologna per studiare Filosofia. 

    Nel corso del tempo matura un amore per la musica ma non viene ricambiato. Ripiega sul teatro che tuttavia lo vede più come un amico. 

    Nonostante la fatica nell’alfabetizzarsi si cimenta nella scrittura e collabora con “Il Vernacoliere”. 

    Sebbene nessuno lo richieda è spesso impegnato in spettacoli umoristici dove legge le poesie che scrive, suona, canta e dialoga con il pubblico (ammesso che quest’ultimo sia presente). 

    La qualità del suo lavoro è stata ampiamente confermata dai premi che gli sono stati conferiti: un frullatore ad immersione ricevuto con il cambio dell’olio presso il distributore di benzina di Antraccoli, due permessi premio per buona condotta e l’ambìto trofeo ottenuto al concorso per l’umano con più tratti somatici somiglianti a quelli di un capibara. 

    Ama gli sport dove non si suda. Porta strane cravatte, mangia tramezzini, beve spritz e sogna di non lavorare mai. 

    Non sappiamo se odi il pilates ma ci sono buone ragioni per pensare che sia così.