di Mario Cardinali
– Tranquilli, italiani! – ha dichiarato l’artro giorno la Meloni colle mani su’ fianchi dar terrazzo di ’asa sua, ner mentre Sarvini ni tirava i moccoli dar basso non rionoscendo la validità d’un messaggio alla nazione sur buoderculo senza mascherina.
– Ci fa ‘na sega a noi l’Antavìrusse! – seguitava frattanto la prima ministra. – I nostri scenziati hanno accertato che ortre ar naso tappato e alla bocca ‘iusa, ir novo virus si pole rionosce’ anche dar culo aperto, imprescindibile necessità per i tutti i patrioti che ‘un vogliano sfissià. E siccome cor culo aperto si possano creà correnti d’aria che lo fanno prude’, mi raccomando ‘un fate sforzi e chiamate subito l’ottocento ventitré ventitré per davvi ‘na mano, anzi un ber dito che ner culo vi c’entra meglio e ve lo sfrona a puntino, seondo le struzzioni della circolare ministeriale “Culi italiani ner mondo, mille modi di grattassi colla storica civirtà de’ romani antìi, speciarmente Caracalla che quando s’acchinava ni ciondolava ‘na palla”, colla conseguente boccastorta der ministro della curtura Giuli, che lui alle Terme di Caracalla c’è stato e palle ciondoloni ‘un n’ha mai viste.
Ma dé, la combriccola di governo è quella che è, e dopo la cenciata der referendum sulla giustizia c’è tutto un bolleggiume di gente che tromba, tipo Piantedosi detto l’omo coll’uccello fatto a manganello, e di gente che vien trombata tipo la Santanchè che faceva la ministra senza sapé nemmeno lei perché.
La Meloni però tira a diritto, incurante di Sarvini che ni scava le bue sotto ‘ piedi per…
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