di Mario Cardinali
Caro Mario, – mi scrive Nicola Ulvieri da Murlo in quel di Siena – torno a scriverti dopo aver letto sulla pagina della Questura di Siena: “Denunciati 13 ragazzi minorenni, tutti residenti nel senese, per i reati di detenzione illegale di armi, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, propaganda di idee fondate sull’odio razziale, etnico e apologia del movimento fascista e nazista.”
E così il fascismo non esisterebbe? Almeno questo è quello che la retorica giornaliera continua a sostenere, mentre tenta di dare le colpe di tutto al comunismo e alla ipotetica sinistra.
Non riesco a non pensare a una scena di cinquant’anni fa. In “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” (1974), uno dei protagonisti urla: «Con la paura del comunismo ci avete inflitto trent’anni di DC! […] Trent’anni che ci stanno spappolando le palle! Sì, perché ce le avete proprio rotte le palle!»
Bene, ora sono ottant’anni che ci hanno spappolato le palle, e ci infliggono pure il neofascismo, tanto che ormai è penetrato anche a Siena.
Va detto che Siena non è mai stata una città di sinistra, ma la situazione sta evidentemente sfuggendo di mano. D’altra parte, cosa vogliamo attenderci se la seconda carica di questo Stato faceva parte di quelle forze neofasciste che manifestavano nel ’73 (in un corteo dove ci scappò il morto) e se ogni giorno c’è una promozione mediatica razzista verso chiunque?
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Ma bisogna pur dire, caro Nicola, che nello spirito più profondo un po’ tutta l’Italia è rimasta clerico-fascista. O fascio-clericale, l’una parte pareggiando l’altra. E come le moschee caratterizzano il paesaggio islamico, da noi son le chiese a farla da padrone. E non solo paesaggisticamente. Il “credere obbedire combattere” non è fede di sola memoria mussoliniana, è anche “Dio patria e famiglia” di meloniana attualità. Son le viscere contadine d’un mondo antico ma che sempre riemerge in qualche modo, fatto di servi e di padroni, a riaffacciarsi ora prepotente nel cosiddetto liberismo di destra, con una cosiddetta sinistra ormai appagata di posti e di carriere ai piani alti, e a quelli bassi sempre più ristretta in slogan di facile suono partitico ma di difficilissima eco reale.
E quei minorenni di Siena, nutriti d’odio razziale in particolare, sono anch’essi il risultato “moderno” d’un fascismo antico, nell’antica aspirazione dei padroni a far restare i servi nella loro servitù, Dio volendo e Patria chiamando. Nel dilagar dell’odio, ultima dottrina sociale egualitaria, nell’uguaglianza dei deserti d’anima e di corpo.
E a proposito di fascismo e di razzismo, bel mi’ Nicola, o non l’hai sentito anche te lo sdegno generale – in parole opere ed omissioni – per il fasciorazzismo d’Israele, nella sua violazione d’un po’ tutti i diritti del mondo, a partir da quelli umanitari in generale fino a quelli internazionali in particolare, nella vicenda dei membri della Flotilla assaltati, violentati e umiliati nel loro soccorrevole slancio per tenere ancora accesa un’ultima luce d’un’ultima civiltà sul genocidio del popolo palestinese?
Eh sì, un’ultima luce: ché si sono ormai spenti quasi tutti gl’iniziali segni di protesta e di rivolta d’un’umanità offesa, violentata, umiliata nell’obbligo d’assistere impotente all’arroganza omicida d’un razzismo addirittura “messianico”, scatenato nella persecuzione d’un popolo negato come tale e come tale massacrato, reo d’abitar su terre “promesse” invece da un Dio ad un popolo “eletto”.
Centomila morti, tantissimi ancora sotto le macerie di Gaza, a decine di migliaia bambini e donne, in vendicativo ricordo anche d’un altro massacro ma di mano opposta, il migliaio di assassinati israeliani dell’ottobre 2023 ad opera dei palestinesi d’Hamas.
Ma il mondo cosiddetto civile pare essersene scordato, ormai. E per qualche altro giorno parlerà delle violenze sulla Flotilla, finché non si scorderà anche di quelle. A fasciorazzismo dilagante magari anche in Israele, e tutti zitti e buci.




