di Mario Cardinali
Ci girano e ci rigirano intorno e sopra, proprio come i mosconi sulla merda. Non che la guerra sia semplice merda, né che siano semplici mosconi gli opinionisti da talk show, le solite congreghe di autoreferenziali pensatori chiamati a giornata a riempir le pause fra una raffica di pubblicità e l’altra, o inviati con laute prebende da chi gli fa fare propaganda agl’interessi di chi paga.
E quando infine ci atterrano, su quella merda d’un’ormai incalzante possibilità d’un terzo conflitto mondiale e quindi una guerra infine inevitabilmente nucleare a far tabula rasa d’ogni traccia di vita, i congreganti pensatori ci si rigirano in gran vena oratoria a parlarne come d’una faccenda di normale eventualità, le migliaia di testate nucleari pronte a far saltare tutto: non proprio una passeggiata di salute, ma insomma un’eventualità sempre più pressante contro la quale invocare magari nuove armi a rinforzare quelle già bastanti a distruggere non uno ma centinaia di mondi come il nostro, ma difendersi bisogna e chi più si difende potrebbe anche salvarsi, se fa in tempo a partire per la Luna o per Marte parecchio più lontano è meglio, su qualche razzo miliardario come quelli ora di moda nell’America di Trump (…)
Continua la lettura sul Vernacoliere di Marzo 2026
oppure abbonati su shop.vernacoliere.com




